In programma dal 5 novembre 2026 al 31 gennaio 2027 nel cuore di Doha, la seconda edizione ampliata della biennale presenterà oltre 15 mostre, grandi commissioni pubbliche e un ampio calendario di iniziative che riunirà designer provenienti da tutta la regione.

MENASA DOHA, QATAR, 31 agosto 2026 — Design Doha, la principale piattaforma del Qatar dedicata al design contemporaneo, torna per la sua attesa seconda edizione dal 5 novembre 2026 al 31 gennaio 2027. La biennale proporrà un ampio programma espositivo, presentando il lavoro di oltre cento designer e studi creativi multidisciplinari provenienti da tutta la regione MENASA
(Medio Oriente, Nord Africa e Asia Meridionale) e dalle relative diaspore. L’edizione 2026 avrà il suo fulcro in uno dei quartieri storici più significativi di Doha, Fereej Al Asmakh.


Design Doha è stata istituita sotto la guida di Sua Eccellenza Sheikha Al Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al Thani, Presidente di Qatar Museums. L’edizione 2026 è guidata da Fahad Al Obaidly, Direttore di Design Doha, con Glenn Adamson in qualità di Direttore Artistico con il compito di orientare la visione curatoriale della biennale e il dialogo internazionale.

Forte del grande successo ottenuto dalla prima edizione del 2024, Design Doha 2026 segna una significativa espansione in termini di scala dimensionale, ambizione e portata internazionale. La biennale presenterà più di 15 mostre, a partire dall’esposizione principale Arab Design Now 2026, curata da Noura Al Sayeh, che riunirà 81 designer, 78 nuove commissioni e 15 film, con un livello di produzione senza precedenti per le mostre di design realizzate nella regione. I designer partecipanti rappresentano 27 Paesi e operano in oltre 15 discipline che spaziano dall’architettura all’arredamento, dal design di prodotto all’artigianato, fino all’urbanistica, al sound design e al
design sociale.

Al centro di questa edizione c’è Fereej Al Asmakh, uno dei quartieri storici più significativi del Qatar, che fungerà da polo di riferimento di Design Doha 2026. Non un semplice sfondo per le mostre, Al Asmakh sarà un vero e proprio luogo di produzione culturale, di coinvolgimento della comunità e di rigenerazione urbana guidata dal design, attingendo al ricco patrimonio di
conoscenze tramandate da generazioni nella regione. La biennale proporrà soluzioni creative e culturali contemporanee per il quartiere, recentemente riqualificato, nel rispetto della sua importanza storica e del suo patrimonio.


Grazie a una presenza ampliata, la biennale si propone di dimostrare come il design e la creatività possano trasformare una città in modo responsabile. Questa presenza diffusa afferma Design Doha quale motore di attivazione di spazi e piattaforma di conoscenza dedicata allo scambio e alla trasmissione culturale. La biennale mette designer e artigiani in relazione con il pubblico, i network di produzione, gli esperti internazionali di design e le nuove opportunità professionali. La manifestazione promuove i talenti locali e regionali, incoraggia lo scambio globale e rafforza ulteriormente il ruolo di Doha come capitale creativa della regione. Design Doha conferma il proprio impegno nello sviluppo, nel lungo periodo, di economie creative sostenibili, consolidando allo stesso tempo il ruolo del design per favorire migliori condizioni di vita attuali e future per
tutti.

Al centro di Design Doha 2026 vi è la mostra principale Arab Design Now 2026, curata da Noura Al Sayeh, che rafforza il ruolo di Design Doha come piattaforma di riflessione critica e scambio culturale. La mostra esplorerà il design contemporaneo nel mondo arabo attraverso cinque ambiti tematici: Narration and Ornamentation (Narrazione e Ornamento); Land and Agrarian Practices
(Territorio e Pratiche agricole); Landscapes of Production and Extraction (Paesaggi di produzione e di estrazione); Crafts, Technology, and Community (Artigianato, Tecnologia e Comunità); e Belonging and Migrating (Appartenenza e Migrazione).

Insieme ad Arab Design Now 2026, si terranno altre mostre in diversi luoghi di Doha, fra cui Msheireb e Fereej Al Asmakh, e anche nelle istituzioni di Qatar Museums, nei siti del patrimonio culturale e negli spazi pubblici, trasformando la città in una rete interconnessa di esperienze dedicate al design. La biennale presenterà queste mostre in collaborazione con importanti
istituzioni regionali e internazionali, tra cui Turquoise Mountain, Irthi Contemporary Crafts Council, Ithra, Liwan Design Studios and Labs e altre ancora.

Estendendo la biennale oltre i tradizionali spazi espositivi e integrandola nel tessuto urbano, Design Doha 2026 lancerà “Public Design Commissions”, un ambizioso programma curato da Javier Peña Ibáñez, Direttore di Concéntrico, il Festival Internazionale di Design e Architettura di Logroño, in Spagna. Attraverso una open call rivolta alla regione MENASA, sono stati selezionati dieci designer, architetti ed esperti di urbanistica per ripensare gli spazi pubblici in Qatar. In una
prima fase, cinque delle proposte vincitrici daranno vita a installazioni progettate in dialogo con il contesto, che esplorano architettura, artigianato, sostenibilità e identità culturale, animando gli spazi pubblici di Doha attraverso innovativi interventi di design. Nel loro insieme, queste commissioni rendono la biennale un luogo di sperimentazione attiva, di scambio e costruzione di un’eredità progettuale di lungo termine.


Con l’obiettivo di riconoscere le voci emergenti e affermate nella regione, torna nel 2026 il Design Doha Prize con quattro vincitori selezionati nelle categorie Craft, Product Design, Furniture Design ed Emerging Talent. Il Premio è presieduto da S.E. Sheikha Al Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al
Thani, con una giuria internazionale composta da 24 membri e guidata dall’architetta e designer iraniano-francese India Mahdavi. I vincitori saranno annunciati il 7 novembre 2026 durante la settimana inaugurale della biennale, rafforzando l’impegno di Design Doha nel sostenere la prossima generazione di protagonisti del design. Complessivamente i quattro vincitori riceveranno
un pacchetto di sostegno che comprende un contributo di 800.000 QAR, oltre a un programma di mentoring e opportunità per sviluppare ulteriormente, valorizzare e ampliare la portata del proprio lavoro.


Due importanti pubblicazioni in doppia lingua — la prima dedicata ad Arab Design Now 2026 e la seconda realizzata per documentare l’intero progetto della biennale — saranno affiancate da un ricco programma di talk, workshop e iniziative di networking.


Nell’ambito dell’iniziativa “Years of Culture” 2026 del Qatar, Design Doha collaborerà inoltre con istituzioni e designer provenienti dal Messico. Questa collaborazione sottolinea le narrazioni condivise legate al paesaggio, all’artigianato e all’intelligenza dei materiali nelle regioni plasmate da ecosistemi desertici. Un’importante mostra dedicata al lavoro del designer messicano Fernando Laposse esplorerà i sistemi di coltivazione, la comunità e la trasformazione dei materiali, tracciando collegamenti fra le storie ambientali e culturali del Messico e del Qatar.


Fahad Al Obaidly, Direttore di Design Doha, ha dichiarato: «Design Doha 2026 segna un nuovo capitolo nell’evoluzione della biennale. Quella che è inizialmente nata come piattaforma per mappare il panorama del design nella regione MENASA si è trasformata in un’istituzione che concepisce il design come un sistema di conoscenza plasmato dal linguaggio, dal paesaggio, dall’ecologia, dall’artigianato e dal sapere accumulato nel corso delle generazioni. Estendendo la biennale alla sfera pubblica e ponendo sullo stesso piano la ricerca, la pratica e la collaborazione, Design Doha fa del Qatar un luogo in cui il design non viene soltanto esposto, ma coltivato, prodotto e condiviso. In questo modo, la biennale contribuisce alle più ampie ambizioni del Qatar in materia di sviluppo culturale, sociale, economico e ambientale, rafforzando le connessioni tra patrimonio, innovazione, industria, istruzione e scambio internazionale».


Glenn Adamson, Direttore Artistico di Design Doha, ha dichiarato: «Design Doha 2026 amplia sia la portata della biennale sia il suo respiro internazionale. Questa edizione mette in luce una costellazione di voci provenienti dalla regione MENASA, e non solo, dimostrando come il design operi attraverso il dialogo e lo scambio. Nel loro insieme, questi progetti affermano il Qatar quale
punto di riferimento globale per il futuro del design».


Ulteriori informazioni e immagini per la stampa su Design Doha 2026, comprese quelle relative alle mostre e al premio, sono disponibili per il download. I dettagli del programma “Public Design Commissions” saranno annunciati in un secondo momento.


I biglietti early bird per Design Doha 2026 saranno disponibili sul sito www.designdoha.org.qa.


Mostre
Arab Design Now 2026 – Mostra principale
Curata da Noura Al Sayeh, Arab Design Now 2026 presenta il lavoro di 81 designer, artigiani e creatori. Attribuendo pari importanza al processo e al prodotto finale, la mostra esplora il modo in cui la geografia, l’artigianato, la tecnologia, la produzione e le condizioni sociali influenzano il design contemporaneo.

Temi e designer partecipanti:
On Narration and Ornamentation (Narrazione e Ornamento)

Dima Srouji and Hooda Shawa, Shahira Fahmy Architects, Abdulrahman Al Muftah, Zoubida, Atelier Aziz Alqatami, Hassene Jeljeli, Selma Lazrak, Dar Arafa Architecture, Ahmed Angawi, Mehdi Dakhli, Hind Al Saad, Talin Hazbar, Tarek Shamma, Roham Shamekh, Faissal El-Malak, Shaikha Al Sulaiti, Imane Mellah

On Land – Agrarian Practices (Territorio e Pratiche agricole)
Aziza Chaouni Projects, Sakiya, Mirna Bamieh, Boo Design Studio, Local Industries + Studio Folder Kazna Asker, MODEEN, Samer Selbak, Hall Haus, FADAA, IBKKI, Studio Aya Moug, Aya Haidar, Adrian Müller, Nuhayr Zein, Shepherd Studio + Abdulla Buhijji, Samah Hijawi, Studio Bazazo


Landscapes of Production – Landscapes of Extraction (Paesaggi di produzione – Paesaggi di estrazione)
Shaha Raphael, Ammar Kalo, Ammar Khammash, Twelve Degrees, Harness the Heat, Sama Al Saket, Karim + Elias, Material Cultures, Fatima Nickahdar, Omar Chakil, STUDIO-DA, KAMEH, Al Tqadum, Carl Gerges Architects, Mohamad Nahleh and Rana Haddad, Mohamed Amine Hamouda, India Mahdavi


Crafts, Technology, and Community (Artigianato, Tecnologia e Comunità)
Tahir Sultan, Mhairi Boyle, Maryam Al Jomairi, Dima Al Tawil, Nourredine Amir, Victoria Dabdoub, Ayham Hassan, Zineb Kertane, Nathalie Khayat, Nada Al Mulla, Lobna Sana, Farah Abdelhamid, Ibbini Studio, Ola Saad Znad, Wesam Al Asali, Tamara Kalo


Belonging and Migrating (Appartenenza e Migrazione)
Abdel El Tayeb, Studio Safar, Sarah Elawad, Maryam Turkey, Dina Satti, Ramdane Touhami, Rand Abdul Jabbar, Shireen Taweel, Architecture and Other Things, Aisha Al Suwaidi, Emii Alrai, Hussein Shikha, Yassine Ben Abdallah

Aslan’s Love Story
Partner: Turquoise Mountain
Curatore: George Tadros

Aslan’s Love Story ripercorre la vita di Jalal Aslan, artigiano di piastrelle di Nabulsi, attraverso manufatti plasmati dall’amore, dalla memoria e dalla perdita. Collegando quattro tradizioni artigianali attraverso le fasi di un matrimonio palestinese, l’installazione presenta la creazione come testimonianza, piuttosto che come punto di arrivo. L’artigianato diventa così una forza culturale in evoluzione, capace di preservare l’identità in un contesto di sradicamento e
frammentazione.

The Sower
Artista: Fernando Laposse
Curatore: Mario Ballesteros

Presentata da Design Doha in collaborazione con “Qatar Canada Mexico 2026 Year of Culture”,
The Sower è la prima mostra di Fernando Laposse nella regione MENA. Frutto di quindici anni di collaborazione con le comunità rurali, l’esposizione mette in relazione il Messico e il Qatar attraverso le ecologie desertiche e la storia degli scambi commerciali. Le nuove opere esplorano i temi della memoria e della responsabilità ambientale, con una banca dei semi vivente posta al
centro dell’esposizione, proponendo il design come pratica di coltivazione e l’agricoltura come forma di cultura.


Design Labs II
Partner: Irthi Contemporary Crafts Council
Curatore: Reem Saif Al Mazrouei

Design Labs II rappresenta un capitolo fondamentale nella ricerca dell’Irthi Contemporary Crafts Council. Attraverso collezioni su misura, co-create dagli artigiani di Irthi e da designer regionali e internazionali, e ispirate alla pubblicazione dell’organizzazione Architecture of Culture, la mostra trasforma nove ricette in installazioni e arredi. In questo modo, ridefinisce l’artigianato come una metodologia viva e in continua evoluzione, riconoscendo gli artigiani come coautori culturali che contribuiscono a plasmare il futuro attraverso la collaborazione, la conoscenza e l’innovazione.


Post-Oil 2026
Partner: Saudi Modern Initiative
Curatori: Turki and Abdulrahman Gazzaz

Post-Oil 2026 esamina cinque materiali — vetro, cemento, acciaio, alluminio e asfalto — che hanno ridisegnato l’Arabia Saudita e i Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG) durante il boom petrolifero. Attraverso ricerche artistiche e di design, la mostra su come l’industrializzazione abbia trasformato la forma urbana, le logiche costruttive, l’approccio politico e la percezione culturale, incorporando nuove economie nell’ambiente costruito.


The Thread That Binds
Partner: TheLoveTriangle Collective
Curatore: Rana Rmeily

The Thread That Binds celebra le tradizioni della tessitura Khous e Khaizaran, che affondano le loro radici nell’uso di foglie di palma e canne. Concepita come un’installazione partecipativa, l’opera invita artigiani e visitatori a tessere collettivamente nel corso del tempo, lasciando affiorare i motivi attraverso il lavoro e lo scambio collettivi. L’opera si sviluppa come un archivio vivente,
mettendo in primo piano il processo inteso come creazione partecipata anziché come oggetto finito.


Monumental: A Monobloc’s Memoir
Partner e Curatore: Houhou

Monumental esplora il modo in cui la sedia “Monobloc” si è radicata nella cultura collettiva araba. Attraverso reinterpretazioni scultoree surrealiste di questa onnipresente sedia in plastica, l’esposizione eleva l’oggetto quotidiano alla scala architettonica, rileggendo un oggetto familiare al tempo stesso come archivio culturale e come monumento contemporaneo.


BU’ED NADHAR – Beyond Immediate Vision
Partner: Liwan Design Studios and Labs
Direttrice e curatrice: Aisha Nasser Al Sowaidi

Bu’ed Nadhar, che significa “oltre la visione immediata”, interpreta il design come una pratica temporale e riflessiva, che si confronta con la memoria, il sapere legato ai materiali e la continuità culturale, contribuendo a plasmare gli ambienti di domani nel rispetto del passato. Presentata presso Liwan Design Studios and Labs, la mostra riunisce 27 opere sviluppate nell’ambito di cinque residenze e sperimentazioni collaborative che hanno coinvolto 21 artisti provenienti dai Paesi del Golfo e dalle regioni limitrofe.


The Muqarnas of Sadu
Partner: Al Sadu Society
Artista: Ghadeer Mohammed
Curatore: Sahar Almuscati

The Muqarnas of Sadu fonde il linguaggio bidimensionale della tessitura Sadu con la geometria tridimensionale dell’architettura Muqarnas. Attraverso la modellazione parametrica e la costruzione in alluminio, i motivi tradizionali vengono tradotti in forme spaziali, trasformando la superficie in struttura. Composta da elementi modulari che filtrano la luce e i riflessi, l’installazione
reinterpreta il patrimonio culturale come una realtà stratificata, multidimensionale e dinamica.


Design from Oasis
Partner e curatore: King Abdulaziz Center for World Culture (Ithra)

Design from Oasis presenta l’impegno costante di Ithra nella valorizzazione di ecosistemi culturali che intrecciano artigianato, conoscenza dei materiali e memoria collettiva. Ispirata all’Al Khoos Initiative, la mostra interpreta il design come una pratica profondamente legata al luogo, alla tradizione e alle relazioni con la comunità. L’Al Khoos Initiative celebra la palma da dattero come
elemento culturale ed ecologico centrale per l’Arabia Saudita, valorizzando la lavorazione delle foglie di palma (khoos) come pratica artigianale viva, capace di mettere in dialogo il patrimonio culturale e le sensibilità del design contemporaneo.


Beyond The Letters
Partner: TypeAraby
Curatori: Ali Asali and Basma Hamdy

Beyond The Letters interpreta la tipografia araba e persiana come un sistema vivo di conoscenza anziché come forma puramente grafica. Considerando la scrittura come un’architettura di significato plasmata dalla spiritualità, dalla geografia e dalla pratica concreta, la mostra trasforma le forme delle lettere in ambienti spaziali, materiali e relazionali. Attraverso installazioni, tessuti, opere scultoree e forme partecipative, la calligrafia ancestrale entra in dialogo con le tecnologie
contemporanee, inclusi i sistemi generativi e l’intelligenza artificiale.


INTERLACED: Dialogues in Design
Partner: FROMM.
Curatore: Etienne Bastormagi

INTERLACED: Dialogues in Design esplora l’intersezione tra il patrimonio culturale arabo e la pratica contemporanea globale attraverso arredi e oggetti concepiti come spazi di scambio. Ripercorrendo il ruolo storico della regione quale crocevia di commercio e circolazione dell’artigianato, la mostra interpreta l’identità del design come plasmata dal movimento e dalla mediazione.


Threading the Ceremony
Partner: Studio Design LO
Curatrici: Ester Lipsch and Lubna Osman

Ispirata al rituale matrimoniale sudanese Jirtig, Threading the Ceremony reinterpreta lo spazio cerimoniale come un’installazione architettonica. Una piramide nubiana rivestita in tessuto Firka intrecciato fa da cornice agli oggetti associati ai riti nuziali, mentre il tessuto diventa metafora della fragilità della memoria, sospesa tra continuità e rottura.


Migrating Heritage
Partner: Ministry of Culture of the Republic of Azerbaijan, Azerbaijan National
Carpet Museum
Curatrice: Konul Rafiyeva

Migrating Heritage esplora il modo in cui il sapere tessile si trasmette attraverso il tempo, i mezzi di comunicazione e le comunità. Incentrata sul məfrəş, oggetto della tradizione nomade azera, la mostra mette in dialogo manufatti tessili storici con il design contemporaneo e le pratiche mediatiche, interpretando il tessile come veicolo di memoria, intelligenza ecologica e trasmissione culturale. Più che ricostruire il patrimonio, il progetto lo reinterpreta attraverso una pratica
curatoriale contemporanea, aprendo nuove prospettive sulla mobilità, la sostenibilità e il sapere come patrimonio vivo.


From Fable to Fiber: The Kalila wa Dimna Triptych
Partner: Iwan Maktabi
Curatori: Louis Barthélemy in collaborazione con Iwan Maktabi

From Fable to Fiber presenta un trittico contemporaneo di opere tessili annodate a mano realizzate da Louis Barthélemy in collaborazione con Iwan Maktabi. Ispirato alle intramontabili favole di animali di Kalila wa Dimna, tradotte per la prima volta in arabo nell’VIII secolo, il progetto reinterpreta questi racconti allegorici attraverso un vivace linguaggio visivo contemporaneo. Ogni
tappeto, pensato per essere esposto a parete, unisce la lavorazione artigianale tradizionale della lana e della seta a una simbologia moderna e giocosa, dando vita a opere narrative ricche di stratificazioni che mettono in dialogo passato e presente, Oriente e Occidente.


Traces of the Desert Light
Partner: SANAE
Curatrice: Tine De Beck

Traces of the Desert Light esplora il design come processo sensoriale e relazionale plasmato dalla materia, dall’architettura e dalla caratteristica luminosità di Doha. Riunendo opere nate in collaborazione di Morevi x Majdulin Nasrallah, Moss Studio × Josef Gereige, Ayse Habibe Kucuk e Studio Khachatryan x Shaikha Al-Sulaiti x Ángela Ramos Garcés, la mostra mette l’accento
sull’artigianato come forma di conoscenza condivisa, radicata nella dimensione tattile e nel dialogo.


Light & Process
Partner: MODEEN
Curatrice: Andia Modeen

Light & Process riunisce oltre un decennio di sviluppo degli oggetti luminosi di MODEEN, esplorando il processo creativo dello studio dall’ideazione e dalla prototipazione fino alla realizzazione del prodotto finale. Sfumando i confini tra le diverse discipline e ridefinendo i confini tra arte e design, la mostra racconta il processo attraverso schizzi, prototipi e sperimentazioni, che culminano in opere nate dalla collaborazione e dalla reinterpretazione di lavori precedenti. L’esposizione svela il dialogo creativo tra l’artigianato manuale e le tecnologie
contemporanee, dando vita a oggetti ibridi ed enigmatici, situati all’incrocio tra le forme tradizionali e quelle contemporanee del design.

Ulteriori informazioni sulle mostre saranno comunicate successivamente.


Design Doha 2026 fa parte di Evolution Nation, una campagna che rende omaggio al percorso culturale del Qatar negli ultimi 50 anni, a partire dalla fondazione del National Museum of Qatar. Curata da Qatar Creates, l’iniziativa nazionale posiziona il Qatar come hub globale per l’arte, la
cultura e la creatività.


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