DAL 4 AL 20 SETTEMBRE BERGAMO CROCEVIA DEL PAESAGGIO. ATTESI DA TUTTO IL MONDO I PROFESSIONISTI CHE STANNO RIDISEGNANDO IL PIANETA 

Bergamo, 4 settembre 2026 – Mentre l’Europa brucia sotto l’estate più calda mai registrata, Bergamo apre le porte ai protagonisti mondiali della rivoluzione verde — da Knepp Estate in Inghilterra a Madoo negli Hamptons, dal Cile alla Nuova Zelanda — per la XVI edizione di Landscape Festival – I Maestri del Paesaggio, dal 4 al 20 settembre. Il tema 2026 del Festival, New Renaissance, dà avvio a una nuova fase: il progetto di Paesaggio diventa progetto culturale capace di connettere natura, persone, scienza, arte e saperi diversi, proponendo soluzioni concrete al bisogno di benessere e sostenibilità che attraversa oggi le città.

È proprio questo filo — dalla visione al progetto reale — a guidare la novità più visibile della XVI edizione della manifestazione: in Piazza Vecchia quest’anno si rimodula l’installazione-spettacolo, e la paesaggista Cristina Mazzucchelli propone soluzioni concrete per la qualità dello spazio pubblico. La stessa tensione tra visione e concretezza anima le nuove alleanze del Festival: nasce una collaborazione strutturale con AIAPP, con l’obiettivo di sviluppare percorsi formativi e iniziative comuni dedicate alla ricerca, alla formazione, alla divulgazione. Si consolida un’alleanza triennale con l’Università degli studi di Bergamo, che non solo ospiterà tutti gli eventi di alta formazione del festival nella magnifica sede di Sant’Agostino ma, nel quadro di Com-Uni, la piattaforma di collaborazione tra Comune e Università, proporrà anche nuove idee per una nuova visione del progetto del Paesaggio Urbano in risposta alle problematiche generate dal cambiamento climatico, alle isole di calore, alla impermeabilizzazione estrema dei suoli delle città, al recupero del benessere dei cittadini verso una concreta idea di nuova sostenibilità urbana. Presentata il 2 settembre a Bruxelles in seno alla Comunità Europea, questa edizione amplia inoltre la propria presenza in città e sul territorio con mostre, incontri e percorsi culturali che spaziano dalla Biblioteca Civica Angelo Mai al racconto dei pittori Santacroce, che arriva idealmente fino a San Pellegrino Terme.

BERGAMO CAPITALE DEL PAESAGGIO: UNA CITTÀ CHE FA SISTEMA. In 16 anni il Festival ha costruito una comunità di competenze che unisce amministrazioni pubbliche, università, professionisti e realtà culturali, rendendo Bergamo un riferimento internazionale per la cultura del paesaggio anche oltre i giorni della manifestazione.

La collaborazione strutturale con AIAPP e con l’Università degli studi di Bergamo, il coinvolgimento dell’Associazione Italiana Direttori e Tecnici Pubblici Giardini — con oltre sessanta tecnici e funzionari provenienti da tredici regioni italiane — e le progettualità condivise con le istituzioni culturali del territorio trasformano il Festival in una piattaforma di ricerca, formazione, divulgazione e sperimentazione urbana. Il Nuovo Rinascimento prende così forma come metodo, e il paesaggio torna a essere un luogo di incontro tra cultura e scienza, oltre a costituire un terreno permanente di confronto tra competenze diverse, per affrontare al meglio i cambiamenti che stanno interessando la Terra. Questa capacità di sperimentare, di fare rete e di lasciare relazioni, conoscenze e progetti oltre la durata dell’evento proietta Bergamo verso l’ambiziosa candidatura a capitale europea del paesaggio.

PIAZZA VECCHIA: DA PIAZZA-MANIFESTO A PROGETTO CONCRETO PER LA CITTÀ. La novità più visibile dell’edizione 2026 riguarda Piazza Vecchia: dopo quindici anni di suggestive installazioni con matrice green, la Green Square evolve da supporto di un manifesto a luogo reale su cui misurare il progetto. La sfida è affidata alla paesaggista Cristina Mazzucchelli, che con “Così è se vi appare” lavora sulla cornice della piazza e sul riordino permanente dei dehors storici attraverso fioriere specchianti coordinate con la pavimentazione a losanghe, mentre al centro della piazza prismi, piramidi specchianti, aiuole ed erbacee trasformano l’attraversamento in un’esperienza di osservazione dello spazio.

È una scelta che inaugura una nuova stagione del Festival: non più solo installazioni spettacolari, ma progetti capaci di offrire indicazioni concrete alla città. L’intervento 2026 è temporaneo e reversibile, ma nasce come laboratorio sul futuro di Piazza Vecchia, nel solco di una vocazione già propria di Arketipos, come dimostrano le bordure perenni di via Torquato Tasso firmate Nigel Dunnett, eredità permanente di una precedente edizione. 

Su un nuovo modello di vivibilità green in tempo di crisi climatica prova a far riflettere l’installazione satellite Urban Haven # Rifugio Urbano, progettata dall’architetto Katuscia Ratto e realizzata all’Antico Lavatoio di via Mario Lupo, in Città Alta, con il supporto del leader-partner Pedrali. Lo spazio si trasforma in un luogo da vivere, dove rallentare, incontrarsi e ritrovare benessere. Vegetazione, luce, ombra e arredi definiscono una sequenza di ambienti, ora raccolti e silenziosi, ora più aperti e conviviali, favorendo scoperta e relazione.

L’UNIVERSITÀ ENTRA NEL PROGETTO: FORMAZIONE, RICERCA E UNA RETE TRA ATENEI. Un asse centrale del nuovo corso è l’alleanza con l’Università degli studi di Bergamo. Attraverso un accordo quadro triennale, Arketipos e Ateneo avviano un percorso con l’obiettivo di sviluppare un programma condiviso di ricerca, formazione e progettazione culturale dedicato al paesaggio. L’intesa rappresenta un passo significativo nella costruzione di un dialogo stabile tra mondo accademico, professioni e istituzioni, in piena sintonia con il tema del Nuovo Rinascimento, che pone al centro l’incontro tra saperi diversi.

La collaborazione interesserà gli appuntamenti di alta formazione del Festival, che trovano sede nel complesso universitario di Sant’Agostino, ma soprattutto avvierà un percorso destinato a proseguire durante tutto l’anno. L’accordo coinvolgerà gli studenti della Laurea Magistrale in Geourbanistica, del Dottorato di ricerca in Landscape studies e di altri percorsi universitari, favorendo inoltre il dialogo con alcune delle più autorevoli realtà accademiche italiane.

Uno degli obiettivi più ambiziosi riguarda inoltre lo sviluppo dell’Hub del Paesaggio di Astino, destinato a diventare un luogo permanente dedicato alla ricerca, all’osservazione, alla sperimentazione e alla divulgazione della cultura del paesaggio. L’accordo testimonia la volontà di trasformare Landscape Festival in una piattaforma permanente di produzione culturale, capace di generare conoscenza e nuove progettualità ben oltre il periodo della manifestazione. Una scelta che rafforza ulteriormente il ruolo di Bergamo come città in cui il paesaggio diventa oggetto di ricerca, formazione e innovazione, oltre che di divulgazione.

Una collaborazione, quella tra Comune e Università, che si esprimerà anche con un evento per un pubblico non specialistico, il 14 settembre dalle 17.30 alle 19 ne I Giardini PwC dell’Accademia Carrara (Via della Noca, 7 – Bergamo) e in caso di maltempo, presso la sala 12 dell’Accademia Carrara (Piazza Giacomo Carrara, 82 – Bergamo), con l’incontro La natura in città. Idee per ripensare i paesaggi urbani, dedicato al ritorno della natura nei centri urbani come elemento di benessere e sostenibilità.

In questo incontro, concepito nel quadro di Com-Uni, la piattaforma di collaborazione tra Comune e Università, i relatori propongono nuove idee per ripensare i paesaggi urbani, tra passato, presente e futuro, a partire da quelli della città di Bergamo. Studiosi ed esperti di paesaggio lanciano idee e introducono spunti per riportare la natura in città. Di fronte al cambiamento climatico e all’urbanizzazione emerge un’esigenza nuova di ritorno della natura in città. La natura diventa un ingrediente fondamentale per il benessere dei cittadini e per la sostenibilità delle città. 

IL CUORE INTERNAZIONALE: MEETING, SEMINAR, MASTERCLASS E CONVEGNI. 

https://www.landscapefestival.it/calendario2026

L’appuntamento più atteso della manifestazione è come da tradizione l’International Meeting of Landscape and Garden, in programma il 18 e 19 settembre nella suggestiva Aula Magna dell’Università di Bergamo, in Sant’Agostino. È il cuore professionale del Festival e riunisce a Bergamo alcuni tra i più autorevoli interpreti contemporanei del progetto di paesaggio, provenienti da Europa, Americhe, Africa, Asia e Oceania. Architetti del paesaggio, garden designer, botanici, artisti, ricercatori, direttori di giardini sperimentali e progettisti urbani sono chiamati a confrontarsi sulla stessa domanda: come progettare oggi paesaggi capaci di durare nel tempo, funzionare ecologicamente e migliorare la vita delle persone? Il programma di alta formazione comprende inoltre la Garden Masterclass del 16 settembre con James Hitchmough, professore emerito di Ecologia Orticola all’Università di Sheffield e, insieme al compianto Nigel Dunnett, tra le figure fondative della Sheffield School. La Masterclass approfondirà un approccio che ha trasformato il rapporto tra ecologia, botanica e progetto e sarà anche occasione per ricordare il contributo scientifico e culturale di Dunnett. Il 17 settembre, l’International Seminar sarà invece dedicato al rapporto tra paesaggista e giardiniere, partendo dall’idea che un paesaggio non si concluda il giorno dell’inaugurazione del progetto ma continui a essere progettato attraverso l’osservazione, la cura e la gestione. Due i casi studio internazionali analizzati: The Field a Maiorca, il giardino di Luciano Giubbilei raccontato attraverso il dialogo con Artur Serra, e Knepp Estate nel West Sussex, con Charlie Harpur e l’esperienza del Rewilded Walled Garden. 

L’ATTENZIONE AL TERRITORIO: I 5 PROGETTI TARGATI “BG” VINCITORI DEL BANDO STRADE VERDI REGIONE LOMBARDIA. Il programma di alta formazione del Landscape Festival 2026 si inaugura con un obiettivo ambizioso: portare all’attenzione di amministratori e funzionari pubblici, architetti e paesaggisti, la sfida della nuova qualità nel progetto di paesaggio urbano, a partire dalla riprogettazione delle strade. In Italia la riprogettazione delle infrastrutture stradali è stata a lungo orientata prevalentemente a criteri funzionali e ingegneristici, relegando il paesaggio a una fase successiva dell’intervento.

In controtendenza, Regione Lombardia ha promosso il Bando Strade Verdi, volto a incentivare una nuova concezione delle infrastrutture, basata sulla riduzione delle superfici impermeabili e veicolari, il recupero del suolo, l’incremento del verde e della mobilità dolce, la gestione sostenibile delle acque e il miglioramento della sicurezza e della qualità dello spazio pubblico. Il convegno presenta cinque esperienze progettuali realizzate nel territorio bergamasco, selezionate nell’ambito del Bando, per approfondire approcci, strategie e soluzioni innovative applicate alla trasformazione sostenibile delle infrastrutture stradali.

MUSEI, ARTE E TERRITORIO: DAI SANTACROCE A SAN PELLEGRINO TERME. Il Festival 2026 rafforza anche il rapporto con i musei e con il patrimonio culturale. Il 12 e 13 settembre l’Alpine Seminar, realizzato in sinergia con Accademia Carrara e Museo Diocesano Adriano Bernareggi di Bergamo Alta, è dedicato a Il paesaggio come identità culturale: i Santacroce. Al centro c’è la storia della straordinaria dinastia di pittori del Rinascimento veneziano originaria della piccola frazione di Santa Croce, nel territorio di San Pellegrino Terme, da cui deriva il nome della scuola. La vicenda dei Santacroce permette di leggere il paesaggio come matrice culturale: da un luogo preciso nasce una storia artistica che nel tempo ha portato opere e testimonianze in contesti diversi, anche lontani dal territorio d’origine. Il paesaggio viene così raccontato non soltanto come natura o progetto urbano, ma come identità, memoria e relazione tra luoghi, opere e comunità.

ALLA BIBLIOTECA CIVICA ANGELO MAI, IL GIARDINO MANIFESTO RACCONTA QUINDICI ANNI DI FESTIVAL. Nell’atrio della Biblioteca Civica Angelo Mai, la cui facciata classicista completa Piazza Vecchia, trova spazio Il Giardino Manifesto, progetto espositivo di Mauro Piantelli / De8_Architetti che racconta i primi quindici anni del Landscape Festival e le trasformazioni della piazza realizzate nelle diverse edizioni. La scelta della Biblioteca è essa stessa parte del racconto: Palazzo Nuovo è un edificio costruito per stratificazioni, aggiunte, sottrazioni e ripensamenti, un modello che invita a rileggere anche la città come organismo trasformabile. Il percorso mette in relazione il portico del Palazzo della Ragione, Piazza Vecchia, il loggiato, l’atrio della Biblioteca e il piccolo giardino nascosto affacciato sui Colli, normalmente non accessibile al pubblico. Nel loggiato è prevista anche una piccola open library, con nuclei di sedute e testi liberamente consultabili.

INFORMAZIONI PRATICHE 

Landscape Festival – I Maestri del Paesaggio è organizzato a Bergamo dall’Associazione Arketipos e dal Comune di Bergamo, in collaborazione con AIAPP – Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio e Università degli studi di Bergamo. 

Sito ufficiale: www.landscapefestival.it
Instagram: @landscape_festival
Facebook: Landscape Festival
Per informazioni: Arketipos, tel. +39 035 0388031, e-mail: info@arketipos.org.

PER APPROFONDIRE

• Programma definitivo Landscape Festival 2026

• Approfondimento sulle diverse sezioni della manifestazione 

• Approfondimento: il “Nuovo Rinascimento” green raccontato dai protagonisti 

• Cartella stampa completa (luglio 2026)

VIRGOLETTATI

Elena Carnevali, Sindaca di Bergamo

«Bergamo vuole essere sempre di più una capitale del paesaggio, non soltanto perché ospita da sedici anni un Festival di dimensione internazionale, ma perché la cultura del paesaggio che questa manifestazione ha contribuito a costruire trova sempre più spazio nelle trasformazioni della città: la nuova piazza Angelini, il centro piacentiniano, Astino, l’ampliamento del Parco dei Colli, il progetto Strade Verdi a Boccaleone e  quello di via Ghislandi sono alcune delle scelte con cui stiamo portando il paesaggio e la costruzione dello spazio pubblico dentro la progettazione urbana e la vita quotidiana della città. 

Il tema di quest’anno, “Nuovo Rinascimento”, racconta bene anche il passo in avanti di Landscape: mettere in relazione competenze diverse e passare dalla visione alla sperimentazione concreta. Piazza Vecchia ne è l’esempio più evidente: dopo quindici anni di installazioni-manifesto, diventa un laboratorio che si confronta con lo spazio reale e con chi lo vive ogni giorno. E mentre il Giardino Manifesto alla Biblioteca Angelo Mai racconta il percorso compiuto, le collaborazioni con l’Università, AIAPP, l’International Meeting e gli appuntamenti di alta formazione portano a Bergamo esperienze e professionalità da tutto il mondo, creando occasioni di confronto e trasmissione delle competenze anche per i professionisti e i tecnici della Pubblica Amministrazione che lavorano alla trasformazione delle città. Un percorso che contribuisce a costruire una nuova cultura del progetto e che, negli anni, ha fatto evolvere iniziative nate come occasionali in relazioni sempre più strutturate e continuative, riconoscendo ai progettisti del paesaggio un ruolo crescente nei processi di trasformazione urbana.

Ringrazio quindi Arketipos, il suo presidente e tutti i volontari per l’impegno e l’energia con cui ogni anno rendono possibile questo Festival».

Vittorio Rodeschini, Presidente Arketipos

«C’è bisogno di un Nuovo Rinascimento. Ce lo chiedono le città, sempre più difficili da vivere a causa delle temperature elevate e dell’inquinamento, condizioni che colpiscono soprattutto le fasce più fragili della popolazione. Ce lo chiedono i territori industrializzati, segnati dalle colate di cemento e spesso privi di una visione complessiva. Ce lo chiedono i suoli agricoli, sempre più ridotti e sempre più in difficoltà nel sostenere le proprie funzioni. E ce lo chiedono, soprattutto, le nuove generazioni che, con una diversa visione della vita e del tempo, esprimono la necessità di spazi pensati per la collettività, per l’incontro e per il tempo da trascorrere insieme.

Come possiamo rispondere a queste esigenze? Attraverso progetti di paesaggio capaci di costruire visioni d’insieme. Ma abbiamo ritenuto che, per parlare davvero di Nuovo Rinascimento partendo dalla consapevolezza della necessità di un cambiamento, fosse fondamentale innanzitutto il dialogo: dialogare significa ascoltare, confrontarsi e poi condividere ciò che si è imparato. È proprio dalla consapevolezza di questa necessità e dalla scelta del dialogo come metodo che ha preso forma l’edizione di quest’anno.

Come sempre, due parole chiave del Festival sono formazione e partecipazione. Sul fronte della formazione, quest’anno abbiamo costruito collaborazioni particolarmente rilevanti e, soprattutto, pensate in una prospettiva di lungo periodo. A partire dall’Università degli studi di Bergamo, che ci accompagnerà nella prossima edizione e nelle due successive, fino ad AIAPP, l’Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio, con cui stiamo lavorando perché Bergamo e il suo Festival possano diventare sempre più un momento centrale, anche a livello europeo, per il confronto sui temi del paesaggio. A queste realtà si aggiunge l’Associazione Nazionale Pubblici Giardini, che trova a Bergamo un’occasione di incontro e di scambio tra funzionari e tecnici delle amministrazioni pubbliche, insieme alle numerose altre realtà che si sono avvicinate a noi durante la costruzione di questa edizione.

Anche il tema della partecipazione è stato affrontato scegliendo il dialogo. Anziché proporre un progetto o un’installazione calata dall’alto, pensata per provocare o comunque indurre una riflessione, quest’anno siamo partiti da un problema concreto: il confronto tra i ristoratori e l’Amministrazione comunale sul futuro di Piazza Vecchia. Abbiamo deciso di entrare in questo dialogo con l’obiettivo di cooperare e costruire, insieme alle diverse parti, un progetto capace di trasformare realmente Piazza Vecchia nel salotto della città.

Cristina Mazzucchelli è stata scelta proprio perché è una paesaggista capace di entrare con garbo in un progetto così complesso, dandogli un tocco di classe ma soprattutto offrendo una nuova visione della possibilità di far convivere, nella progettazione di uno spazio pubblico, esigenze e punti di vista differenti.

Il corridoio di specchi conduce simbolicamente verso la Biblioteca Civica Angelo Mai, luogo della cultura della città, nel cui atrio abbiamo allestito una mostra che racconta la storia del Festival e, insieme, la sua visione. È una Piazza Vecchia che guarda verso la biblioteca, verso un luogo di cultura e di confronto: quasi a indicare proprio da lì il punto dal quale può ripartire un nuovo Rinascimento.

Vorremmo che questa edizione fosse ricordata come l’inizio di un nuovo percorso. Ci auguriamo che Landscape Festival lasci idee, conoscenze e relazioni capaci di continuare a produrre effetti anche dopo la conclusione della manifestazione. Le installazioni sono temporanee, ma le collaborazioni tra istituzioni, università, professionisti e amministrazioni possono continuare a generare cultura, ricerca e nuovi progetti. Se riusciremo a consolidare Bergamo come un luogo di riferimento per la cultura del paesaggio a livello europeo, dove competenze diverse lavorano insieme per immaginare il futuro della città, allora avremo raggiunto il nostro obiettivo. Credo che questa sia la grande eredità che Landscape Festival possa lasciare ogni anno alla città».

Giovanni Zambonelli, Presidente Camera di Commercio di Bergamo

«La Camera di commercio sostiene convintamente il Landscape Festival in quanto manifestazione di livello internazionale capace di accrescere l’attrattività di Bergamo valorizzando la città a partire dal cuore del suo nucleo antico di Piazza Vecchia. Ci coinvolge particolarmente il tema di questa edizione, “Nuovo Rinascimento”, che propone un’idea innovativa di paesaggio integrato con il patrimonio storico e le attività commerciali. Si tratta di un’evoluzione che genera impatti positivi sull’intero tessuto economico locale, imprimendo un impulso ai negozi di vicinato, che negli ultimi tempi affrontano sfide decisive per mantenere la propria competitività».

Sergio Cavalieri, Rettore dell’Università degli studi di Bergamo

«La partecipazione dell’Università degli studi di Bergamo all’organizzazione del Landscape Festival è un tassello significativo del percorso che porta Bergamo a proporsi come capitale del paesaggio. La collaborazione, pensata in una prospettiva di rete con le istituzioni e le associazioni che operano in città e sul territorio, rappresenta anche un esito naturale per l’Ateneo. L’Università degli studi di Bergamo sta infatti crescendo come uno dei riferimenti nazionali nell’ambito degli studi sul paesaggio: negli ultimi anni ha avviato percorsi specifici su questo tema, nella ricerca, nella didattica e nella terza missione, a partire dalla realtà del Centro Studi sul Territorio, fino all’inaugurazione di un Corso di laurea magistrale in Geourbanistica e di un Corso di dottorato (Landscape Studies). La collaborazione dell’Università con il Landscape Festival riguarderà principalmente gli eventi di alta formazione del Festival, che quest’anno si terranno negli spazi universitari e che vedranno anche specifici incontri pensati dai nostri docenti».

Simone Zenoni, Presidente Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio (AIAPP) Sezione Lombardia 

«Il tema del “Nuovo Rinascimento” promosso dall’edizione 2026 del LANDSCAPE FESTIVAL consente ad AIAPP – Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio – di fare il punto su un tema che da sempre interessa la nostra associazione: la formazione e la professione del paesaggista, in Italia e in Europa. Perché deve interessarci questo argomento? Perché se in alcuni paesi europei, come Francia e Germania, la figura del paesaggista gode di un riconoscimento chiaro ed autorevole – in Francia esistono addirittura i paesaggisti di Stato – in Italia questo ruolo è ancora troppo ambiguo e marginale. Occuparsi di paesaggio con competenza ed autorevolezza significa affrontare seriamente, non solo la qualità dei nostri spazi urbani ed extraurbani, giardini e parchi pubblici e privati, ma anche tutte quelle problematiche legate al cambiamento climatico e al conseguente dissesto dei nostri territori, sempre più fragili e soggetti a trasformazioni incontrollate. Il 17 settembre, dalle 9.00 alle 17:00, presso l’Aula 1 di Palazzo Baroni, in via Pignolo 123, la sezione Lombardia di AIAPP coordinerà docenti, professionisti, amministratori e portatori d’interesse, in un confronto aperto e costruttivo attorno alla figura del paesaggista, sancite dalla Carta Europea del Paesaggio e le cui competenze sono state ben elencate nel Decreto Ministeriale 1649 del 2023. L’evento è aperto a tutti ed è gratuito».

Cristina Mazzucchelli, Paesaggista e garden designer Green Square Piazza Vecchia

«Il mio progetto “Così è (se vi appare)” rappresenta un punto di incontro e di sintesi tra l’esigenza avanzata dalla pubblica amministrazione, orientata a ridare uniformità e dignità estetica alla “Piazza più bella d’Europa”, e quella delle attività commerciali, desiderose di ottimizzare la funzionalità dei loro dehors che si affacciano su questo salotto urbano. La mia proposta supera il concetto di ‘barriera’, introducendo un originale sistema di fioriere specchiate su due facce, che trasformano lo spazio in un insolito giardino contemporaneo altamente fruibile, i cui giochi di riflessione ne amplificano la percezione. Le fioriere da me disegnate sono collocate in linea con la pavimentazione a losanghe che contraddistingue la piazza: sul lato affacciato all’esterno, riflettono la superficie circostante, per un effetto mimetico; sul versante interno, invece, accolgono una folta vegetazione, per un’esperienza immersiva nel verde».

Pietro Cabrini, Executive Architect Green Square

«La parola che meglio rappresenta questo percorso è equilibrio: equilibrio tra le esigenze dell’Amministrazione, dei conduttori e della città, con l’obiettivo comune di valorizzare Piazza Vecchia, una delle piazze più belle d’Italia. È stato un percorso di confronto, ascolto e condivisione, che ha richiesto grande impegno e la capacità di trovare soluzioni condivise anche in corso d’opera. Un intervento unico nel suo genere, perché per la prima volta si è affrontato il riordino dei dehors di un’intera piazza come un progetto unitario, mettendo a sistema esigenze diverse e restituendo una visione complessiva e armonica dello spazio. Una vera sperimentazione, complessa ma affascinante, che dimostra come attraverso il dialogo e la collaborazione si possa costruire qualcosa di importante per Piazza Vecchia e per tutta la città».

Luca Gotti, Chief Retail & Commercial Banking Officer di BPER

«Siamo lieti di affiancare Landscape Festival, grande laboratorio di innovazione e cultura del paesaggio, riconosciuto a livello internazionale, e prestigiosa vetrina per la città di Bergamo nel cui tessuto economico e sociale BPER è profondamente radicata – afferma Luca Gotti, Chief Retail & Commercial Banking Officer di BPER – Condividiamo pienamente il progetto e i valori di questa grande manifestazione in cui la bellezza del paesaggio e l’armonia degli spazi non rappresentano soltanto un valore estetico, ma diventano un motore di benessere collettivo e di sviluppo. Con il proprio sostegno BPER rinnova dunque la volontà di accompagnare progetti capaci di generare valore culturale e sociale, favorendo occasioni di apertura, partecipazione e confronto per cittadini, visitatori e nuove generazioni».

Luca Serugetti, Presidente Uniacque

«La collaborazione pluriennale con il Landscape Festival nasce dalla consapevolezza che acqua e paesaggio debbano essere pensati all’interno di una visione comune del territorio. Il “Nuovo Rinascimento” proposto dall’edizione 2026 richiama proprio la necessità di mettere in dialogo conoscenze, competenze e responsabilità diverse. In questo quadro, la gestione sostenibile delle acque meteoriche così come il drenaggio urbano rappresentano strumenti essenziali per ridurre il rischio idraulico e idrogeologico e progettare città più sicure e resilienti. È un percorso che Uniacque porta avanti anche attraverso le linee guida sviluppate insieme ad Arketipos e grazie al confronto continuo con istituzioni, Comuni, università e professionisti».

Katuscia Ratto, Architetto e ideatrice dell’installazione Urban Haven # Rifugio Urbano presso l’Antico Lavatoio di via Mario Lupo

«Dal focus “Nuovo Rinascimento” proposto quest’anno dal Landscape Festival nasce Urban Haven, come risposta a una domanda: come possiamo stare meglio in città? Credo che un progetto di paesaggio consapevole possa essere uno strumento concreto per creare spazi di benessere. Deve offrire una pausa dal ritmo quotidiano, creare comfort, favorire l’incontro e restituirci il piacere di fermarci e vivere uno spazio aperto. Per questo non ho pensato a un giardino da osservare, ma a un rifugio urbano da vivere. All’Antico Lavatoio sono partita da quello che il contesto offre: i grandi alberi, la pietra, l’ombra, la memoria del luogo. Il progetto si inserisce lavorando con la vegetazione, con strutture leggere, con la luce e con gli arredi. La vegetazione porta freschezza, movimento e profondità. Le strutture creano filtri e trasparenze e definiscono spazi più raccolti. La sera entrano in gioco i corpi illuminanti, che cambiano la percezione del luogo rispetto alla luce naturale. Gli arredi, infine, permettono alle persone di fermarsi e incontrarsi. Il percorso cambia mentre lo si attraversa. Attorno al Lavatoio è più raccolto e contemplativo. Percorrendo il viale si attraversa una sequenza di spazi e atmosfere diverse, fino ad arrivare alla parte alta, pensata per l’incontro e la convivialità. Urban Haven ha potuto prendere forma grazie a Pedrali, che ha creduto nel progetto e ha dato l’occasione di realizzarlo, a Platek per il contributo sulla luce e ai giardinieri (Giardini Arioldi, Pezzoni Giardini e Togni Giardini), che mi hanno accompagnata nelle fasi di preparazione e in questi giorni di cantiere, permettendo di trasformare il progetto in uno spazio reale».

Cristiana Iommi, Direttrice Biblioteca Angelo Mai

«La mostra “Il Giardino Manifesto”, attraverso pannelli con un layout inedito, illustra le visioni emerse nel tempo, dando voce alla narrazione di Landscape. Un tema di trasformazioni che si inserisce in perfetta sintonia nella visione di Piazza Vecchia come hub cultural. La Mai sta vivendo una fase di grande apertura verso l’esterno, offrendo una rinnovata varietà delle proposte culturali, delle iniziative di promozione del patrimonio e di accoglienza verso nuovi pubblici. Un luogo di forte identità e appartenenza che aspira ad essere luogo di inclusione e partecipazione».

Mauro Piantelli, Architetto e Co-founder De8 Architetti

«Questa mostra sui primi 15 anni del Landscape Festival di Bergamo è un’occasione per riflettere sull’indubbio contributo che questa manifestazione ha saputo creare circa un tema, quello del Paesaggio, così articolato e complesso. Certo non ci poteva essere luogo più adatto della Biblioteca Mai – il suo meraviglioso atrio – per raccontare 15 anni di trasformazioni, seppur temporanee, di Piazza Vecchia: a volte anche provocatoriamente, questi progetti hanno reso visibile come lo spazio urbano possa essere ri-naturalizzato, declinato in modalità differenti da quelle a cui siamo abituati. Come la Biblioteca Mai, che nella sua stratificazione storica è oggi uno degli edifici più iconici della città, così la riflessione sul paesaggio spero possa portare ad immaginare spazi urbani sempre più stratificati, aperti a politiche di ri-naturalizzazione diffusa e cultura urbana. Per questa mostra la Biblioteca Mai ci regala la possibilità di visitare un piccolo giardino, direttamente collegato all’atrio. È una scoperta dalle potenzialità enormi: la facciata dello Scamozzi non è più la chiusura della piazza, ma uno spazio poroso che ricollega Piazza Vecchia a un paesaggio allargato».

Giuseppe Taramelli, fondatore Taramelli Srl

«Essere general contractor, per noi, significa avere una visione d’insieme senza perdere mai l’attenzione per il dettaglio. In oltre quarant’anni abbiamo portato la cultura artigianale del costruire verso progetti sempre più complessi e internazionali, unendo competenza, innovazione e bellezza. È questo equilibrio tra radici e futuro che continua a definire Taramelli».


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